Dalla Cina con furoreVersione stampabile


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CAMPOBASSO - Dopo aver trascorso un mese nella città di Zeng Ding e aver partecipato ad una full immersion di tennistavolo, due allenamenti al giorno per un totale di sei ore di palestra tra tecnica e pesi, Giuseppe Maurizio è tornato nel suo Molise. Agli ordini del tecnico italiano Eliseo Litterio e di un pool di allenatori cinesi il forte pongista originario di Guglionesi ha affinato tecnica e preparazione fisica in vista dei prossimi impegni agonistici che lo vedranno come assoluto protagonista sia a livello regionale sia a livello nazionale, sia nel singolo sia nel doppio con il suo inseparabile compagno Emanuele Carini. «Ero partito con l'intenzione di poter maturare un'esperienza importante sia da un punto di vista strettamente sportivo sia da quello umano, e così è andata. Ho avuto l'opportunità di vivere per un mese in una nazione decisamente diversa dall'Italia nella quale si sente tutto il peso della tradizione millenaria del tennistavolo. L'olimpo del tennistavolo è in Cina - ha rimarcato Giuseppe Maurizio - e il tempio mondiale è nella città di Zeng Ding. Figuratevi che nel giardino della struttura dove ci allenavamo hanno inserito delle gigantografie delle Coppe dei Campioni vinte dai pongisti locali, una cosa impensabile in Italia. Il tennistavolo per i cinesi è una cosa molto seria, tanto è vero che sin dalla tenera età i ragazzi e le ragazze entrano in una sorta di collegio dove maturano sia come studenti sia come pongisti. La differenza tra noi e loro è che i cinesi si allenano minimo sei ore al giorno, noi se riusciamo ad allenarci sei ore a settimana è un miracolo. Le strutture sportive, poi, sono enormi, moderne e pluri attrezzate. Grazie a questa esperienza sono riuscito a rivedere tutti i fondamentali e a cambiare anche il telaio e le gommine alla racchetta per meglio adeguarla al mio gioco e alle mie caratteristiche tecnico-tattiche. All'inizio è stato difficile adeguarsi al loro ritmo di allenamenti - ha affermato Maurizio - ma poi, una volta preso la mano, sono andato avanti come un treno. Per fortuna ho avuto anche la possibilità di visitare la città di Pechino come turista insieme ai miei amici e di apprezzarla sia da un punto di vista storico-architettonico sia da un punto di vista enogastronomico. Mi auguro di poter tornare al più presto in Cina e di migliorare ulteriormente la mia tecnica».



10/08/2011

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